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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni

UNA LETTURA SUL MONACHESIMO MISSIONARIO

Il titolo  suggestivo  " La spada e l'orecchio " allude a un passo di una lettera di Alcuino di York indirizzata al re Carlo: “Se la spada è la parola di Dio, perché ha tagliato l’orecchio di un oppositore? Questo significa che l’orecchio infedele è tagliato, ma sarà anche curato e rimesso a nuovo dal tocco della grazia divina” (Alcuino, Ep 136). Questo libro é un atto di coraggio da parte dell’editore e del curatore di queste biografie di Santi la cui epoca è tanto lontana dalla nostra e soprattutto è un atto di intelligenza ecclesiale: fa riscoprire aspetti inediti di missionarietà nel monachesimo benedettino medievale su cui spesso nutriamo pregiudizi o perlomeno unilateralità di interpretazione. La vita di Willibrordo scritta da Alcuino di York, quella di Lioba scritta da Rudolfo di Fulda e la biografia di Bonifacio composta da Willibaldo fanno scoprire un anelito autentico e appassionato di evangelizzazione che non solo non contraddice lo spirito del monaches...

FILOCALIA OCCIDENTALIS, CAMMINO DI VITA

L’atto del camminare immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la partecipazione di tutti i sensi: si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustare il tempo che passa, per scoprire luoghi e volti sconosciuti, o anche, semplicemente, per rispondere al richiamo della strada. Camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio. Prevede una lieta umiltà davanti al mondo e davanti a Dio. Aristotele  insegnava camminando sotto i portici del Liceo e i suoi allievi si chiamavano  peripatetici , dal greco peripatein (passeggiare), proprio per questo. I sofisti invece si spostavano a piedi di città in città per insegnare la retorica.  Socrate  amava camminare e dialogare e gli  stoici  discutevano di filosofia passeggiando sotto la Stoa , i portici di Atene. Nella Grecia classica il luogo di pellegrinaggio più famoso era Delfi dove si andava per ricevere i responsi della Pizia. Da allora camminare è diventato un atto rivol...

IL PELLEGRINO RUSSO

RACCONTI DI UN PELLEGRINO RUSSO Raccontare appartiene all’uomo fin dai tempi più antichi. Un po’ per necessità, quando scrittura e lettura appartenevano a pochi, un po’ per il piacere di ritrovarsi e condividere.  Lo facevano i nostri nonni, quando la televisione non c’era, e davanti ad un camino raccontavano la vita e i ritmi della terra che coltivavano. Le storie hanno il loro tempo. Raccontarle significa per prima cosa fermarsi ad ascoltarle, guardarle dentro, accogliere le visioni che ci regalano. Narrare storie è un modo di andare ad un ritmo diverso, un ritmo che è quello della parola e delle persone che ti ascoltano, un fermare gli occhi negli occhi, perché si narra solo se si entra in relazione con chi ascolta. La storia si costruisce nelle parole e nelle menti, tessendo fili invisibili e potenti fra persone. Se l’atto del narrare è antico, non lo è meno quello del pregare. Da quando esiste, fin dagli albori dei tempi, l’uomo ha alzato lo sguardo al ci...

ABITATI DAL MISTERO

ABITATI DAL MISTERO Tra le prime pubblicazioni delle edizioni Monasterium su alcune tra le più luminose figure di testimoni della Chiesa Ortodossa ci è parso non solo opportuno, ma fondamentale, accostare fin da subito un testo che, sebbene in modo sintetico, offra al lettore la possibilità di conoscere e comprendere la fede che ha generato simili vette di santità. Molti infatti sono attratti dalla ricca tradizione spirituale della Chiesa Ortodossa e dalle grandi figure di santità che da essa provengono, come san Silvano del Monte Athos, san Serafino di Sarov, san Paisij Veličkovskij, Giuseppe l’Esicasta e tanti altri che negli ultimi anni l’occidente ha imparato a conoscere e apprezzare. Tuttavia accostare questi uomini di Dio e lasciarsi affascinare dalle prodezze ascetiche o dai fenomeni soprannaturali che riempiono le loro vite senza conoscere e accogliere la fede che li ha plasmati come autentici discepoli del Cristo, non è solo un’operazione impropria, ma anche perico...

SULLE ORME DEI SANTI PADRI

SULLE ORME DEI SANTI PADRI Risale oramai a qualche hanno fa il consiglio che p. Michele Di Monte mi diede nel leggere la monumentale opera di Paolo Everghetinós “ Esempi e parole dei Santi Padri Teofori ”, uscita in quattro volumi presso la prestigiosa casa editrice dell’Abbazia di Praglia, a cura di M. Benedetta Artioli, monaca della Piccola Famiglia dell’Annunziata. Una lettura che mia ha profondamente commosso e riempito di grazia, come solo i libri dei santi padri sanno fare. Un’opera da leggere e custodire nella propria biblioteca come un vero scrigno di profumi preziosi, da indossare in piccole gocce ogni giorno, per diffondere il buon profumo di Cristo in un epoca sempre più marcia e maleodorante. I quattro tomi, scritti dall’igumeno Paolo detto Everghetinós, fondatore (nel 1049) del Monastero della Madre di Dio Benefattrice (Everghetis) vicino a Costantinopoli,  raccolgono le considerazioni spirituali e gli esempi di vita tratti dalle vite dei santi padr...

IL LIBRO DELLE VISIONI DI SANTA ELISABETTA DI SCHONAU

Il libro delle visioni di Elisabetta di Schönau. Recensione di Paolo Gulisano Il XII secolo fu una delle epoche più importanti della storia della Chiesa. Un’epoca di cambiamenti, di riforme, di grandi santi – come Bernardo di Chiaravalle o Ildegarda di Bingen –  o di eretici come Abelardo o Arnaldo da Brescia. Era un tempo che vedeva la Chiesa divisa: papi e antipapi si scomunicavano a vicenda. Un uomo come  Bernardo denunciava che il corpo mistico di Gesù Cristo era lacerato da una ferita così grave che anche i migliori rimanevano dubbiosi su quale delle due parti schierarsi, ed egli si consacrò interamente per comporre i dissidi e per la felice riconciliazione e unione degli animi. Anche in campo politico i sovrani per ambizione di dominio terreno, erano separati da spaventose discordie. L’unico rimedio a questi mali era la santità, e tra i santi più importanti ci fu anche Elisabetta di Schönau, che di Ildegarda fu discepola e sodale. Di nobile famiglia Elisabett...

VITA DI ABBA GIUSEPPE BUSNAYA

Recensione di  M. Geltrude Arioli Monastero San Benedetto, Milano   Dall’antico manoscritto n. 467 della Biblioteca vaticana (completato con un manoscritto del Monastero di Mar Hormizd redatto nel 1055) è stata compiuta una traduzione in francese da p. J.B.Chabod nel 1897. Titolo:Vita di Rabban Giuseppe Busnaya redatto in uno stile semplice da Giovanni di Kaldun, suo discepolo. Poco si conosce dell’autore se non che, istantemente pregato dall’amico Elias, probabilmente superiore del Monastero (vicino a Mosul) scrisse in stile narrativo la vita e gli insegnamenti di Rabban Giuseppe Busnaya suo maestro, considerato santo. Giuseppe nacque intorno all’anno 869 nel villaggio di Beit-‘Edrai vicino a Mosul. Busnaya è il nome datogli per ricordare il luogo di provenienza. Figlio di genitori santi, pieni di carità e di amore alla Chiesa, rimase presto orfano di padre e si dedicò all’educazione dei tre fratelli e della sorella. Solo dopo i trent’anni, vinte le resisten...

VITA DI SAN PAISIJ VELICKOVSKIJ

L’eremita p. Michele Di Monte traducendo la biografia di Paisij Veličovskij, attinge alla sapienza monastica della tradizione russa per parlare alla Chiesa e ai cristiani del nostro tempo L’introduzione imposta un criterio chiaro di discernimento tra tradizionalismo - da rifiutare - e senso della tradizione, coscienza di essere sempre figli ed eredi nel campo della fede cristiana e della vita della Chiesa. Alla smoderata passione di novità che porta la teologia a derive pericolose, egli contrappone l’umile riflessione sul dato oggettivo della fede e il servizio alla comprensione autentica attraverso una vita coerente al vangelo, vivendo la comunione ecclesiale, non solo in senso orizzontale, ma anche verticale, nel senso di una sentita appartenenza a coloro che fin dall’inizio hanno seguito il Signore. In questo senso il Commonitorium di Vincenzo di Lerins ha ancora molto da insegnarci. Nelle vicende biografiche di Paisij, nato a Poltava nel 1722, qu...

SANTI DI TUTTI I GIORNI

[a cura degli Amici dell’Eremo] La funzione di un libro è quella di aprire mondi al lettore, di spingere le sue vedute interiori ad esplorare nuovi orizzonti, perché ne abbia beneficio non solo il suo apprendimento, ma il suo pensare e di osservare il mondo; e di conseguenza, il suo vivere.  Di recente, ovviamente su consiglio di padre Michele Di Monte, abbiamo avuto modo di immergerci in una lettura coinvolgente e di grande presa: Santi di tutti i giorni , dell’archimandrita russo Tichon (ed. Rubbettino). Non intendiamo tanto fare una recensione di questo libro, ma piuttosto condividere l’impressione che esso ci ha lasciato. Mentre assistiamo impotenti al vertiginoso sbriciolarsi del cristianesimo occidentale, questo testo ci ha accompagnato all’interno del grande mondo monastico russo, e abbiamo “conosciuto”, in esso, alcune figure meravigliose di monaci, vissuti per la maggior parte al monastero di Pskov (nel nord-est della Russia) durante il per...