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SAN PAISIJ VELIĈKOVSKIJ E LA PREGHIERA DEL CUORE

Paisij Veliĉkovskij – La preghiera del cuore e Lettere scelte sulla vita spirituale – a cura di Michele Di Monte – Monasterium – 2019 – pp. 115 + appendice (pp.119-128 Uffici liturgici di san Paisij + Notizie sugli Autori citati, bibliografia e indice generale.  Un’affascinante introduzione parte dalla domanda dei discepoli a Gesù: “insegnaci a pregare” e presenta nella figura di Ignazio di Antiochia il modello dell’amore appassionato per Cristo. L’evidente trasporto con cui l’A. presenta la preghiera accende il desiderio di leggere queste pagine che rivelano lo scopo appassionato di chi scrive: orientare il desiderio del lettore a Dio attraverso la preghiera contemplativa e una vita spirituale autentica e fedele. Una biografia essenziale di Paisij e una limpida introduzione all’esicasmo offrono la chiave per leggere con consapevolezza gli scritti di Paisij. Con concisione e chiarezza l’A. traccia il filo che congiunge la ricerca del monachesimo orientale antico alla preghi...

SEMI DI CONTEMPLAZIONE

L’anima che vede la Luce diventa tutta luce 1. Il beato profeta Ezechiele contemplò una visione, un’apparizione divina e gloriosa, e ne fece la narrazione descrivendo una visione colma di ineffabili misteri (Ez 1,4-28). Vide, nella pianura, un carro di cherubini, quattro esseri viventi spirituali, di cui ciascuno aveva quattro volti: uno di leone, uno di aquila, uno di vitello e uno d’uomo. E per ogni volto avevano delle ali, sicché non v’era parte posteriore o rivolta all’indietro; e il loro dorso era colmo di occhi, e il loro ventre similmente era colmo di occhi, e non vi era parte che non fosse colma di occhi. E ogni volto era provvisto di ruote, una ruota dentro l’altra, e nelle ruote vi era lo Spirito. E vide come un trono e, seduto su di essi, una figura dalle sembianze umane e sotto i suoi piedi c’era come uno zaffiro lavorato. Il carro portava il cherubino e gli esseri viventi il Signore, assiso su di essi; ovunque volesse andare, era sempre in direzione di un volto. E ...

MADRI SPIRITUALI DELL'ANTICA IRLANDA

Recensione a cura di Paolo Gulisano Il Cristianesimo irlandese dei primi secoli rappresenta una delle più straordinarie esperienze della storia della cristianità. Molto si è detto e scritto delle grandi figure di questa Chiesa, da San Patrizio, l’Apostolo dell’Irlanda, a San Brendano, a San Colombano, fino a San Malachia. Ancora si doveva leggere delle figure femminili dell’antica Irlanda, e  Madri spirituali dell’antica Irlanda , il libro curato da Alberto Maria Osenga per Monasterium giunge a colmare questa lacuna offrendo le biografie di quattro figure di sante, tra cui Brigid, la Patrona d’Irlanda. Nella comunità cristiana fondata da San Patrizio viene ricordata la presenza di donne. È il santo stesso a parlare, nella  Confessione  e nel suo altro scritto  Lettera a Corotico  delle donne, sia di nobile stirpe, che di condizione agiata, così come di schiave, probabili prigioniere di guerra, che entrarono a far parte della Chiesa primitiva. Alcune ...

SULLA SUBLIME VITA EREMITICA

  Il monaco siriaco Sahdona, più conosciuto con la forma latina del suo nome, Martyrius, nacque vicino a Kirkuk, nell’odierno Iraq, intorno alla fine del VI secolo. Si ritirò a vita eremitica fin dalla giovane età, su influenza di due figure femminili per lui particolarmente importanti: la madre e la guida spirituale di quest’ultima, l’anziana Shirin. Uomo di grande profondità e spessore, Sahdona fu spesso al centro di vivaci dispute nella Chiesa d’Oriente. Autore prolifico, ha lasciato tra i propri scritti uno dei più apprezzati trattati di spiritualità della letteratura monastica: Il Libro di perfezione . Conoscere l’esperienza dei Padri del Deserto significa mettersi in ascolto della loro voce, eco fedele di un’altra Voce, forte e impetuosa come il vento che spazza le aspre solitudini in cui questi uomini si sono purificati. La voce di Martyrius Sahdona risuona per la prima volta all’orecchio del lettore italiano in questa traduzione originale dall’inedito Libro della perf...

SAN SILVANO DELL'ATHOS COME NON LO AVETE MAI VISTO

Una storia appassionante, che trasporta il lettore in un tempo  Altro . Dopo “ Il pellegrino russo ”, ecco un nuovo racconto per ragazzi davvero imperdibile. In questi ultimi anni la proposta per piccoli lettori è cresciuta tantissimo, anche in ambito cristiano. Soprattutto gli albi illustrati che avvicinano i bambini alla lettura e sono un bellissimo momento di condivisione con i genitori, sono diventati un vero genere letterario. Tuttavia non capita spesso di imbattersi in un libro per ragazzi scritto senza semplificazioni e ammiccamenti. Niente gergo giovanile, errori grammaticali, situazioni di tutti i giorni dei ragazzi d’oggi, ma una storia vera, da leggere per il piacere di farlo. Si tratta del bellissimo volume illustrato “ Starets Silvano. Un monaco del Monte Athos ”, tradotto e curato dal nostro instancabile p. Michele Di Monte per le prestigiose edizioni dell’Abbazia di Praglia. L’autore è padre Sofronio, da poco canonizzato insieme a Giuseppe l’Esicas...

IL SILENZIO. DALLA PAURA ALLA FAMILIARITA'

Il silenzio. Dalla paura alla familiarità Capita spesso che chi salga a farmi visita nel mio piccolo eremo sui monti, soprattutto al momento dei saluti finali, se ne esca in esclamazioni come: « Che meraviglia! Padre, ma lo sa che abita in un posto veramente fantastico. Che pace, che silenzio. Vivrei volentieri qui accanto a lei ». Effettivamente la prima cosa che colpisce nella vita di un’eremita è proprio il silenzio e la solitudine. Eppure, nonostante le entusiastiche esclamazioni dei miei ospiti, nessuno, almeno finora, si è fermato ad abitare questo silenzio, perché questo affascina, ma al tempo stesso atterrisce. Ci attrae e respinge. Nella vita cristiana il silenzio è il luogo dell’ hypomoné , letteralmente il luogo della sottomissione, in cui restare, porre radici. Come il seme che si consegna alla terra, che vi si sottomette (nel vero senso della parola), e la abita non in vista di una custodia statica, come il talento della parabola, ma di una fecondità il...

INTORNO ALLA CIRCONCISIONE

La circoncisione fu data ad Abramo prima della legge, dopo le benedizioni, dopo la promessa, come segno che distingueva lui, i suoi figli e i suoi servi dalle genti fra cui egli viveva. E ciò è chiaro: infatti quando Israele si trattenne solo con se stesso nel deserto per quaranta anni, senza essere mescolato ad altro popolo, allora quanti nacquero nel deserto non furono circoncisi; ma quando Giosuè li fece passare al di là del Giordano, allora furono circoncisi e sorse la seconda legge della circoncisione. Quindi la legge della circoncisione fu data ad Abramo e poi cessò nel deserto per quaranta anni. E poi di nuovo per la seconda volta Dio diede la legge della circoncisione a Giosuè dopo il passaggio del Giordano, come è scritto nel libro di Gesù di Nave: “In quel tempo il Signore disse a Giosuè: Fatti coltelli di selce di pietra durissima e circoncidi di nuovo i figli di Israele”. E poco dopo: “Per quarantadue anni Israele si aggirò nel deserto di Battaride, e per questo non f...

PER NATALE: RIVESTIAMOCI DI CRISTO!

“Al principio”, nel tempo della prova decisiva per l’uomo, il fallimento clamoroso della sua opzione l’ha fatto cadere  al di sotto  del suo essere e l’ha immerso nella vita dei sensi e della materia; l’uomo è divenuto carnalmente e sensualmente ottenebrato. L’economia della salvezza lo innalza  al di sopra  del suo essere, fino al piano della  nuova creatura . La dialettica di san Paolo ha qui il suo punto di partenza: “Quantunque l’uomo esterno si disfaccia, pure l’uomo interno si rinnova di giorno in giorno” (2Cor 4,16). “Avete svestito l’uomo vecchio coi suoi atti e rivestito il nuovo” (Col 3,9). La vita spirituale si orienta da allora precisamente verso questa metamorfosi: “rivestire l’uomo nuovo”. Il “nuovo” di quest’uomo è nel fatto che egli non è più solo; più profondamente e al centro della sua trasformazione è l’ “uomo rivestito di Cristo”, “l’essere cristificato”. I Padri prendono in un certo senso alla lettera il fatto di rivestire il Cristo ...

RIFLESSIONI SULLA PREGHIERA

n° 5      «innanzitutto prega per ottenere il dono delle lacrime, perché tu possa, mediante la compunzione, ammorbidire la durezza che c’è nella tua anima e, confessando contro te stesso la tua iniquità al Signore, ricevere da lui il perdono». n° 6      «ricorri alle lacrime per la perfetta riuscita di tutto ciò che domandi, poiché il tuo Signore molto si compiace di accogliere una preghiera fatta di lacrime». n° 7      «Quand’anche tu versassi fontane di lacrime durante la tua preghiera, non esaltarti affatto interiormente, quasi fissi superiore agli altri: la tua preghiera ha, infatti, ottenuto soccorso perché tu possa confessare di buon animo i tuoi peccati e con le lacrime placare il Signore». n° 9      «resisti tenacemente e prega vigorosamente; tieni lontane le occasioni di preoccupazioni e pensieri, poiché ti turbano e ti sconvolgono per fiaccare il tuo vigore».    ...